Il riso come integratore — Viversani e belli 10/02/2018

Il riso tra i cere­ali, occu­pa un pos­to di pri­maria impor­tan­za nel­la Dieta Mediter­ranea ed e’ da sem­pre, nel­la tradizione gas­tro­nom­i­ca ital­iana, un ali­men­to “jol­ly” gra­zie alla sua ele­va­ta digeri­bil­ità e alla sua par­ti­co­lare com­po­sizione nutrizionale carat­ter­iz­za­ta dal­la pre­sen­za di: pro­teine a dis­cre­to val­ore bio­logi­co e di aci­di gras­si essen­ziali, all’ottimale rap­por­to sodio/potassio. Non è quin­di soltan­to un ali­men­to sano e nutri­ente, ma anche un vero e pro­prio prodot­to dieteti­co pre­sente in natu­ra. Viene con­suma­to sia in ver­sione gourmet come risot­to sia come soluzione leg­gera e nutri­ente quan­do si ha bisog­no di non appe­san­tire la diges­tione o man­ca l’appetito perche’ mag­a­ri si e’ con­va­les­cen­ti. Per questo moti­vo c’e’ chi con­sid­era il riso alla stregua di un vero e pro­prio inte­gra­tore nat­u­rale e sug­gerisce dunque di con­sumar­lo dunque come cibo ma anche super ali­men­to. Non a caso il Dipar­ti­men­to di Bio­scien­ze dell’Universita’ di Milano ha chiara­mente espres­so il sug­ger­i­men­to che il riso dovrebbe trovare pos­to sul­la tavola degli ital­iani, adul­ti e bam­bi­ni, sportivi e non, con una cer­ta rego­lari­ta’. Sco­pri­a­mone i motivi.

RISO CEREALE AMICO DEI CELIACI.

Il riso appar­tiene alla famiglia delle gram­i­nacee e, con­trari­a­mente alle fre­quen­ti allergie scate­nate su sogget­ti sen­si­bili dal polline di queste piante, il chic­co rap­p­re­sen­ta uno dei cere­ali con la piu’ alta toller­a­bili­ta’ anche da parte di chi digerisce a sten­to la mag­gior parte degli ali­men­ti e dai celiaci stes­si. Non a caso il riso e’ in asso­lu­to, al mon­do, il cereale piu’ con­suma­to da chi sof­fre di celi­achia. Il glu­tine infat­ti non e’ pre­sente nel riso, non e’ quin­di un ele­men­to che viene “elim­i­na­to” con il proces­so di raf­fi­nazione e bril­latu­ra del chic­co inte­grale.

I pro­ces­si indus­tri­ali che ven­gono appli­cati difat­ti solo per aumentare la digeri­bil­ità e la con­serv­abil­ità del chic­co sono l’eliminazione del rives­ti­men­to, l’essiccazione, la luci­datu­ra e la bril­latu­ra, da cui deri­va alla fine il cosid­det­to riso bril­la­to. Da un pun­to di vista nutrizionale, esistono delle sig­ni­fica­tive dif­feren­ze fra il riso bril­la­to e il riso inte­grale. Nel riso inte­grale sono pre­sen­ti in quan­tità sig­ni­fica­tive vit­a­mine, fibre, min­er­ali e aci­di gras­si essen­ziali, ele­men­ti qua­si del tut­to assen­ti o comunque poco sig­ni­fica­tivi invece nel caso del riso bril­la­to, dal momen­to che ven­gono elim­i­nati durante i pro­ces­si di raf­fi­nazione. Più pre­cisa­mente, il con­tenu­to di fer­ro del riso inte­grale è supe­ri­ore di cir­ca due volte rispet­to al riso bril­la­to; come pure il con­tenu­to in cal­cio e fos­foro e in fibre. La vit­a­m­i­na E e il sili­cio invece sono pre­sen­ti esclu­si­va­mente nel riso inte­grale come pure il con­tenu­to in aci­di gras­si insa­t­uri è mag­giore rispet­to al riso che ha sub­ì­to l’intero proces­so di raf­fi­nazione; Ecco quin­di che anche che sarebbe meglio con­sumare il riso in ver­sione inte­grale per assi­cu­rar­si l’intero pat­ri­mo­nio organolet­ti­co.

RISO VITAMINE PER LA BELLEZZA

Il riso può essere con­sid­er­a­to come un vero e pro­prio cibo fun­zionale, ric­chi di polifeno­li ed e’ anche uno dei cere­ali con il piu’ ele­va­to con­tenu­to di vit­a­mine del grup­po B. Per inten­der­ci quelle che per­me­t­tono al metab­o­lis­mo di fun­zionare a pieno regime, ma anche che con­sentono a pelle, unghie e capel­li di man­ten­er­si sani e robusti (quest’ultimo aspet­to e’ accen­tu­a­to dal con­tenu­to decisa­mente buono di zin­co e sele­nio). E i ben­efi­ci beau­ty del riso non si fer­mano al con­sumo, come ali­men­to, del­lo stes­so: uti­liz­zare l’acqua (sen­za sale) di bol­li­tu­ra del riso inte­grale (che ha subito solo la sbra­matu­ra, man­te­nen­do inal­ter­ato il peri­car­po e la gem­ma) come ton­i­co o usare creme a base di olio di riso, aiu­ta a lenire scot­tature ed erite­mi (dovu­ti anche all’esposizione agli agen­ti esterni come rag­gi UV, fred­do e ven­to) e rende la pelle mor­bi­da e levi­ga­ta. L’azione benefi­ca è data dalle mol­e­cole pre­sen­ti nel­la crus­ca di riso che con­tiene com­posti bioat­tivi con effet­ti pos­i­tivi sul­la salute umana. In par­ti­co­lare sono pre­sen­ti l’inositolo (noto anche come vit­a­m­i­na B7) e i suoi derivati, e antios­si­dan­ti liposol­u­bili che includono i fitos­teroli (come il gam­ma-orizanolo), l’acido fer­uli­co, i tocofer­oli ed i tocotrieno­li, gli steroli ed i carotenoi­di, utili nel con­trastare i dan­ni da rad­i­cali liberi. Per questo viene spes­so uti­liz­za­to come ingre­di­ente nelle creme ad azione di sca­v­anger per pel­li sen­si­bili o doposole.

RISO PER L’APPARATO DIGERENTE

L’attività anti­n­fi­amma­to­ria data dal mix di mol­e­cole del­la gam­ma orizanolo avreb­bero anche la capac­ità di inibire l’espressione di alcu­ni geni, pro­tag­o­nisti del­la rispos­ta flo­gis­ti­ca. Tale inibizione si con­cretizzerebbe in una mar­ca­ta riduzione delle cito­chine infi­amma­to­rie, con il con­seguente miglio­ra­men­to del­la situ­azione isto­log­i­ca e clin­i­ca.
Dati sper­i­men­tali mostr­ereb­bero l’utilità del gam­ma orizanolo in cor­so di 
patolo­gie infi­amma­to­rie intesti­nali e patolo­gie gas­triche, come gas­tri­ti e ulcera pep­ti­ca.

Per det­ta­mi del­la med­i­c­i­na cinese, questo ali­men­to e’ purifi­ca­tore dell’intestino, infat­ti il riso, spe­cial­mente se inte­grale, svolge anche un’azione rego­la­trice di sup­por­to nei con­fron­ti del­la flo­ra bat­ter­i­ca intesti­nale. Questo avviene sia quan­do la flo­ra risul­ta inde­boli­ta da una malat­tia o dal­la assun­zione di far­ma­ci come antibi­oti­ci, sia quan­do risul­ta alter­ata per via di un’alimentazione sre­go­la­ta lega­ta anche ad ele­vati liv­el­li di stress. Per­tan­to per questi motivi il riso inte­grale non con­di­to è indi­ca­to come coa­d­i­u­vante nel trat­ta­men­to dei dis­tur­bi gas­troin­testi­nali sia che si trat­ti di fenomeni di mar­ca­ta stitichez­za, che di una diar­rea fas­tidiosa e poco gestibile.

RISO AMICO DEI RENI E DEL CUORE

 

Fra le varie pro­pri­eta’ del riso vi è anche quel­la di favorire la riduzione dell’ aci­do uri­co e un con­sumo rego­lare di riso viene infat­ti con­siglia­to in caso uricemia, nefrite e got­ta. Verosim­il­mente dato che il riso e’ per sua natu­ra povero di sodio il suo con­sumo e’ forte­mente con­siglia­to a chi sof­fre di riten­zione idri­ca (anche occa­sion­ale) ma anche a chi pre­sen­ta prob­le­mi di insuf­fi­cien­za renale grave. Nel riso inte­grale oltre ad essere ric­co di potas­sio come nel riso bril­la­to, risul­tano otti­mali il quan­ti­ta­ti­vo e il rap­por­to fra potas­sio e mag­ne­sio, min­er­ali utili nel man­tenere una cor­ret­ta mas­sa ossea e la fun­zion­al­ità mus­co­lare e utili per chi sof­fre di stanchez­za occa­sion­ale, oppure fa sforzi fisi­ci inten­si e ripetu­ti e di nuo­vo, a chi sof­fre di gon­fiori dif­fusi soprat­tut­to agli altri infe­ri­ori. Pochi i gras­si pre­sen­ti (a meno che non lo si condis­co con dosi esager­ate di bur­ro o lo si prepari in ver­sione risot­to uti­liz­zan­do condi­men­ti trop­po ric­chi) il riso aiu­ta a man­tenere sane e pulite le arterie e quin­di a man­tenere effi­ciente il sis­tema car­dio-cir­co­la­to­rio.

A CIASCUNO IL SUO

Riso bian­co
Nonos­tante sia sta­to pri­va­to qua­si total­mente delle fibre e del pat­ri­mo­nio vit­a­mini­co, il riso bian­co, ric­chissi­mo di ami­do, puo’ essere utile in caso di impor­tan­ti fer­men­tazioni intesti­nali o diar­rrea improvvisa o cron­i­ca.

Riso Par­boiled

E’ un riso estrema­mente prati­co in quan­to cuoce in meta’ tem­po. Otti­mo per chi e’ ane­mi­co, in quan­to risul­ta essere par­ti­co­lar­mente ric­co di fer­ro, dispone di un ele­va­to con­tenu­to di vit­a­mine del grup­po B che lo rende di grande aiu­to per chi ha il metab­o­lis­mo pigro. Infat­ti durante il proces­so di par­boiliz­zazione la strut­tura dell’amido cam­bia con­for­mazione diven­tan­do per noi non digeri­bile, ma andrà a “nutrire” i bat­teri buoni del nos­tro intesti­no. Questi bat­teri pro­ducono aci­di gras­si a cate­na cor­ta (es. aci­do aceti­co, butir­ri­co e pro­pi­oni­co) che pro­muovono il sen­so di sazi­età ed aiu­tano quin­di a con­trol­lare l’aumento di peso. Inoltre più è pre­sente ami­do resistente meno ver­rà diger­i­to e quin­di questo riso avrà un appor­to ener­geti­co leg­ger­mente infe­ri­ore.

Per infor­mazione, l’amido resistente si for­ma anche in segui­to a raf­fred­da­men­to dopo la cot­tura (ret­rogradazione dell’amido), per cui un’insalata di riso ne con­ter­rà di più rispet­to ad un risot­to. Riso Bas­mati
E’ la vari­età di riso con il minor con­tenu­to di gras­si; è alta­mente digeri­bile ed è par­ti­co­lar­mente indi­ca­to come con­torno, in sos­ti­tuzione del pane. Quin­di e’ otti­mo per chi deve perdere peso pro­gres­si­va­mente. E sen­za trop­pi sac­ri­fi­ci a tavola.

Riso nero
Il riso nero può essere con­sid­er­a­to come vero e pro­prio cibo fun­zionale ric­co di polifeno­li. Gra­zie alla pre­sen­za delle anto­cia­n­ine (pig­men­ti rossi e vio­la pre­sen­ti in molti veg­e­tali), può avere un effet­to antiobe­sità e antidi­a­beti­co e da alcu­ni stu­di effet­tuati in mod­el­li ani­mali sem­bra avere una azione di ridurre la perdi­ta di memo­ria causa­ta dall’Alzheimer. Ha anche un alto con­tenu­to di pro­teine, cir­ca il doppio rispet­to a quel­lo del riso bian­co ed è quin­di par­ti­co­lar­mente indi­ca­to per i veg­e­tar­i­ani e in caso di dis­tur­bi a cari­co dell’apparato gas­troin­testi­nale, come col­ite e gas­trite.
Riso rosso
Il riso rosso, det­to anche riso sel­vag­gio o sel­vati­co, è un tipo di riso inte­grale di orig­ine ori­en­tale, nato come incro­cio nat­u­rale di altre vari­età di riso. Viene colti­va­to in ter­reni argillosi e ric­chi di fer­ro e in Italia si tro­va soprat­tut­to nel­la zona di Ver­cel­li.  l riso inte­grale rosso è un ali­men­to davvero com­ple­to, in gra­do di apportare diver­si ben­efi­ci al nos­tro organ­is­mo, se introdot­to rego­lar­mente nel­la dieta. Innanz­i­tut­to è utile per l’apparato diger­ente, in quan­to il suo ele­va­to con­tenu­to di fibra è mag­giore rispet­to a quel­lo delle altre vari­età di riso, facili­ta quin­di la diges­tione e agevola il tran­si­to intesti­nale, riv­e­landosi par­ti­co­lar­mente effi­cace in caso di stitichez­za. Pre­sen­ta la carat­ter­is­ti­ca di essere mag­gior­mente ric­co in zin­co rispet­to al riso bian­co e il buon con­tenu­to di potas­sio, lo rende otti­mo per la salute delle ossa, evi­tan­do caren­ze che potreb­bero causare osteo­porosi e prob­le­mi di bas­sa den­sità ossea. Infine analoga­mente al riso nero, pre­sen­ta inter­es­san­ti com­po­nen­ti dalle pro­pri­età antios­si­dan­ti, gli anto­ciani, mol­e­cole pre­sen­ti anche nei frut­ti di bosco e in tut­ti i frut­ti ed ortag­gi a col­orazione rosso-vio­la.

Non va con­fu­so con il riso rosso fer­men­ta­to, sono infat­ti di due ali­men­ti com­ple­ta­mente dif­fer­en­ti, in quan­to il pri­mo è quel­lo usato a scopo ali­menta­re, men­tre il sec­on­do deri­va invece dal riso sot­to­pos­to a fer­men­tazione ad opera del bat­te­rio Monascus pupureus, spes­so usato per ottenere un inte­gra­tore che serve per abbas­sare il coles­tero­lo. Ques­ta pro­pri­età è data dal­la mona­col­i­na k, che ha un effet­to parag­o­nabile alle sta­tine (far­ma­ci imp­ie­gati nel­la cor­rezione del “coles­tero­lo alto”). Pur trat­tan­dosi di un inte­gra­tore e non di un vero e pro­pri far­ma­co può dare orig­ine ad effet­ti col­lat­er­ali, moti­vo per cui l’assunzione, esat­ta­mente come accade per le sta­tine, deve essere tenu­ta sot­to con­trol­lo da parte del medico.