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VITAMINEPRINCIPESSE” E “CENERENTOLE” — Viversani e belli 09/03/2018

Anche se meno famose ecco per­ché anche queste non pos­sono man­care all’organismo.

Le vit­a­mine sono ele­men­ti indis­pens­abili per il benessere e la salute dell’organismo. Cosi come i Sali min­er­ali sono incluse tra i micronu­tri­en­ti che devono essere assun­ti con la dieta quo­tid­i­ana­mente, inoltre queste mol­e­cole organiche sono spes­so assunte come pre­cur­sori (provi­t­a­mine).

Tra la vit­a­mine sono pre­sen­ti delle vere e pro­prie “Principesse del­la biolo­gia”, ossia quelle che tut­ti conoscono, ma ci sono anche delle vit­a­mine, sconosciute ai piu’ ma che rive­stono un’importanza fon­da­men­tale per man­tenere effi­ci­en­ti alcu­ni pro­ces­si organi­ci e alcune fun­zioni. Vedi­amo assieme queste “Cener­en­tole” e sco­pri­amo per ognuna di esse dove trovar­la e a cosa serve.

DUE GRANDI GRUPPI La pri­ma sud­di­vi­sione da appli­care alla vit­a­mine, pri­ma anco­ra di clas­si­fi­car­le per fun­zione e tipo, e’ l’appartenenza al grup­po delle idrosol­u­bili (ossia che si “emul­sio­n­ano” all’acqua) e “liposol­u­bili” (ossia che si emul­sio­n­ano ai gras­si). Questo sig­nifi­ca, in parole sem­pli­ci, che per assim­i­lare le vit­a­mine del pri­mo grup­po bisogna abbina­rle ad una cer­ta quan­ti­ta’ di acqua (non nec­es­sari­a­mente beven­do ma anche con­suman­do ali­men­ti ric­chi di acqua) men­tre le vit­a­mine del sec­on­do grup­po devono essere abbinate ad una mod­i­ca quan­ti­ta’ di gras­si per essere assim­i­late del cor­po. E’ il caso ad esem­pio del­la vit­a­m­i­na A con­tenu­ta nel­la carote che puo’ essere assim­i­la­ta solo se le carote ven­go con­dite con un filo d’olio. In sin­te­si:

Le vit­a­mine liposol­u­bili sono: A – D – E – F – K

Le vit­a­mine idrosol­u­bili sono: C-grup­po B (B1, B2, B5, B6, B7, B8, B12, PP)

E’ impor­tante sapere che le vit­a­mine liposol­u­bili, cosi’ come i gras­si, ven­gono assor­bite dall’organismo nell’intestino cras­so, per poi entrare nel cir­co­lo san­guig­no. Esse, pos­sono accu­mu­la­rsi nel tes­su­to adi­poso, insieme al gras­so e anche nel fega­to, dif­fi­cile, per­ciò, avere casi di ipovi­t­a­minosi. Invece come l’eccesso di vit­a­mine liposol­u­bili pos­sono causare dan­ni ad organi interni. Le vit­a­mine idrosol­u­bili ven­gono assor­bite anch’esse dal cras­so ma, a dif­feren­za di quelle liposol­u­bili, ven­gono con­ser­vare nel nos­tro organ­is­mo solo per un breve peri­o­do, quin­di è dif­fi­cile trovare casi di iper­vi­t­a­minosi. Il nos­tro cor­po, infat­ti, espelle gli ecces­si di queste vit­a­mine nelle urine e nel sudore. L’unica eccezione è per la vit. B12, la quale viene con­ser­va­ta nel fega­to.

VITAMINA PP, IL GRUPPO B IN INCOGNITO

Conosci­u­ta con il nome “in codice” di Vit­a­m­i­na PP (Pel­la­gra-Pre­vent­ing ), in real­ta’ ques­ta vit­a­m­i­na appar­tiene a quelle del grup­po B ed infat­ti e’ anche nota (agli addet­ti ai lavori) come vit­a­m­i­na B3 (acido nico­tini­co o niaci­na pro­pri­a­mente det­ta).

A cosa serve: Si trat­ta di un com­po­nente fon­da­men­tale di due mol­e­cole coen­z­i­matiche il NAD e il NADP mol­e­cole fon­da­men­tali per il fun­zion­a­men­to delle nos­tre cel­lule e han­no un ruo­lo fon­da­men­tale nel metab­o­lis­mo. Si trat­ta infat­ti di coen­z­i­mi per un’ampia vari­età di pro­teine che catal­iz­zano le reazioni di ossi­do-riduzione essen­ziali per i pro­ces­si res­pi­ra­tori cel­lu­lari.

Dove si tro­va: lievi­to di bir­ra, fega­to, rene, carni magre, pesce, legu­mi, semi oleosi.
E’ sen­si­bile a : e’ una vit­a­m­i­na molto resistente che non patisce l’azione del calore o del­la luce

Se man­ca: può man­i­fes­tar­si la pel­la­gra, una malat­tia lega­ta alla mal­nu­trizione e alla povertà, i cui sin­to­mi sono: prob­le­mi all’ap­pa­ra­to gas­troin­testi­nale, aste­nia, anores­sia, cefalea, der­matite, diar­rea, demen­za. Non e’ pos­si­bile un sovra­dosag­gio di vit­a­m­i­na PP.

VITAMINA W, IL NOME ESOTICO DELLA B5

Si trat­ta di una vit­a­m­i­na molto impor­tante per il metab­o­lis­mo degli ali­men­ti. Nota anche come aci­do pan­toteni­co.

A cosa serve: è indis­pens­abile per la cos­ti­tuzione del coen­z­i­ma A, impor­tante per metab­o­liz­zare in maniera effi­ciente le pro­teine con­tenute nei cibi.

Dove si tro­va: in par­ti­co­lare, nel fega­to, nel lievi­to di bir­ra, crus­ca di fru­men­to, semi di sesamo, pap­pa reale. In minor misura: semi di gira­sole, soia, uova, pisel­li sec­chi, melas­sa grez­za, fari­na inte­grale di gra­no sara­ceno e nei legu­mi.

Sen­si­bile a: si dete­ri­o­ra con il calore.

Se man­ca: l’or­gan­is­mo ha dif­fi­col­ta’ a metab­o­liz­zare le pro­teine. Non e’ pos­si­bile un suo sovra­dosag­gio e, data la grande dif­fu­sione del­l’aci­do pan­toteni­co in natu­ra, non sono chiari gli effet­ti del­la sua caren­za, per­ché riguar­da solo sta­ti di denu­trizione estrema.

VITAMINA K, SCONOSCIUTA MA PREZIOSA

Ques­ta vit­a­m­i­na è nota solo a chi sof­fre di prob­le­mi legati alla coag­u­lazione del sangue e chi assume far­ma­ci che la inibis­cono.

A cosa serve: è antiemor­rag­i­ca

Dove si tro­va: in molti veg­e­tali (a foglie ver­di, soia, pisel­li, ceci, tè verde), in alcu­ni ali­men­ti di orig­ine ani­male (uova, fega­to) ed in più viene sin­te­tiz­za­ta dai bat­teri intesti­nali.

Sen­si­bile a: luce e ambi­ente alcali­no (pH>7) sono suoi nemi­ci.

Se man­ca: all’inizio la caren­za si man­i­fes­ta con l’au­men­to del tem­po di coag­u­lazione e la dimin­uzione del­la pro­trom­bi­na (una pro­teina del sangue), poi con seg­ni clin­i­ci evi­den­ti sino a gran­di emor­ragie. Dato che parte­ci­pa atti­va­mente alla fis­sazione del cal­cio nelle ossa la sua caren­za può causare fenomeni di osteope­nia (scarsa den­sità min­erale delle ossa).